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Scritto in data:  Aprile 19, 2020

Analfabetismo digitale: un problema da non sottovalutare

L’analfabetismo digitale è un problema. Siamo circondati dalla tecnologia e dai suoi strumenti. Siamo sicuri di saperne sfruttare a pieno la potenzialità? Rimanere nel passato non ti aiuterà!


Sono nato nel 1995, esattamente a metà dei famigerati anni ’90. Ho scoperto, solo dopo aver preso un’iniziale consapevolezza della società, di essere un nativo digitale, ovvero uno di quei ragazzi che ha visto la tecnologia digitale, non come un avvento, ma come una quotidianità. Ho iniziato ad usare il computer fin dai primi anni del terzo millennio, prendendo confidenza con quell’infrastruttura elettronica che per i miei nonni e anche per i miei genitori, anche se in minor misura, era un mondo nuovo da scoprire. Noi bambini di una nuova era, avevamo la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo insieme ai nostri genitori, non come guide ma come compagni. Mi ricordo che nonostante questo i miei genitori fin da subito si sono adoperati per darmi una buona educazione informatica

Ho in mente il ricordo di alcune semplici guide, fondamentali all’epoca, per non perdersi nel vastissimo oceano di internet. Mi ricordo con piacere una bellissima collezione di floppy-disk chiamata “PC Genius”, che mi ha guidato fin da subito nell’intrattenimento digitale e nell’utilizzo delle funzionalità basilari di un computer. Arrivando al punto: ho ricevuto una vera e propria educazione digitale.

Devo ammettere di essere stato molto fortunato. Con il senno di poi sono pienamente consapevole che i miei genitori avessero intuito in modo profondo quanto complicato potesse essere il mondo digitale che si stava proiettando davanti ai loro occhi e mi hanno subito regalato gli strumenti per orientarmi, riducendo il rischio di perdermi. Adesso potrebbe sembrare scontato avere una connessione ad internet o utilizzare un tablet per prendere appunti, ma in passato le cose andavano decisamente in modo diverso.

Faccio parte degli ultimi di una generazione ad aver avuto la possibilità di ascoltare quel fastidiosissimo rumore che entrava dirompente dentro i timpani durante un tentativo di connessione ad internet. Partiva una vera e propria chiamata e sembrava che a risponderti fosse un robot, a dirla tutta anche un po’ incazzato per il disturbo che gli stavi recando. Poi, tutto scocciato, ti apriva le porte per un universo così grande che ancora oggi, forse, si fa un po’ fatica a comprenderlo davvero.

Da quel giorno sono passati circa 20 anni. Rapidi e incontrollati hanno modificato così radicalmente e velocemente la realtà che ci circondava da rendere la tecnologia digitale un vero e proprio fondamento della società odierna. Riuscite a immaginare oggi, con i ritmi serrati che abbiamo, un mondo senza internet, smartphone o computer? Sicuramente con un po’ di fantasia potreste anche riuscirci, ma ci giurerei che un po’ immaginereste il vostro più prossimo antenato medievale, vestito di tutto punto, recarsi a cavallo in una biblioteca lontana giorni di viaggio per poi scoprire che la teina e la caffeina sono in realtà la stessa cosa. Sì, puoi controllare la veridicità in questa affermazione proprio qui, e con un semplice click.

C’è un rischio gigantesco però ad avere un accessibilità e una velocità di comunicazione così elevata: non sono solo le buone e sane informazioni a diffondersi rapidamente: purtroppo viaggiano alla stessa velocità anche informazioni false o poco accurate. Ed è per questo che è necessaria un’educazione digitale anche per gli adulti. Oltre ad acquisire le abilità tecniche necessarie a utilizzare questi strumenti, bisogna imparare a conoscere tutte le opportunità che possono darci. La conoscenza, in ogni ambito, porta a una maggiore consapevolezza, e mai come in questi tempi ce ne è bisogno.

E’ importante quindi che ogni persona acquisisca un certo livello di autonomia tecnologica. Nel 2020 avere difficoltà in questo ambito può rappresentare una forma di handicap, alla quale però si può porre rimedio. Studiare le nuove tecnologie è importante per qualsiasi categoria: professori, medici, studenti, dipendenti pubblici. Saper utilizzare gli strumenti dell’epoca in cui ci si trova rende meno faticoso e molto più proficuo il proprio lavoro. Non bisogna avere paura di cambiare, di mutare, di aggiornarsi.

Il problema apparentemente potrebbe esistere solo per quella categoria di persone che si è trovata inconsapevolmente dipendente dai benefici della rivoluzione digitale non essendoci abituata. Eppure l’analfabetismo digitale non va sottovalutato neanche per le nuove generazioni. Il pericolo più grande è il rischio di sentirsi “pratici”. Mi spiego meglio: lo studio principale che si fa sulla commercializzazione della tecnologia è quello relativo alla semplicità di utilizzo. Uno strumento può essere facile da utilizzare, ma allo stesso tempo difficile da comprendere. Maggiore sarà la comprensione di uno strumento, più facile sarà adattarsi alle varie situazioni. Non bisogna lasciarsi ingannare da un’apparente semplicità che nasconde dietro molte insidie. Esistono moltissimo siti di corsi online dove imparare di tutto e di più. Uno di questi è ad esempio Udemy.

Ma oltre alle difficoltà pratiche, quelle più preoccupanti sono di tipo cognitivo. La tecnologia e l’informazione non sono mai state così tanto collegate. Internet è l’esempio perfetto ed è importante sapersi muovere attentamente in questa pericolosa ragnatela. L’anonimato, la possibilità di poter dire qualsiasi cosa, la ricerca di attenzioni e anche la possibilità di poter guadagnare attraverso un proprio spazio online, inducono le persone, più o meno consapevolmente, a inserire con un flusso costante, informazioni false o poco accurate.

Sebbene a volte può diventare problematico, non è di certo una colpa in tutti i casi, per questo motivo è fondamentale saper riconoscere il tipo di informazione che stiamo ricevendo. Si tratta di ironia? E’ pseudo-scienza senza fondamento? Potrebbe trattarsi di una truffa? A differenza di una biblioteca, internet non ha filtri, e sinceramente a me piace così, tuttavia è importante che la categorizzazione venga fatta, altrimenti si rischia di generare fraintendimenti e disinformazione.

Non possiamo privare le persone della propria libertà di espressione anche se questo a volte potrebbe costare caro (vedi l’attuale sfiducia nella Scienza). Dobbiamo agire in una direzione educativa e culturale partendo dal sistema scolastico fino ad arrivare nel mondo lavorativo. Ma dobbiamo farlo subito, prima che la situazione ci sfugga di mano.

Capita a volte di ritrovarsi inconsapevolmente coinvolti in uno di questi meccanismi. L’importante è ricercare la consapevolezza. Il dubbio è costruttivo. Non aver paura di scoprire di non sapere qualcosa e abbi il coraggio di andare sempre a cercare informazioni attendibili in caso di dubbi anche se spesso potrebbero rimettere in discussione le tue idee.

Con questo articolo non ho intenzione di farti una carrellata di casistiche in cui potresti incorrere. Volevo solo mostrarti come la tecnologia, soprattutto internet, a volte sia un posto insidioso che può essere frequentato in sicurezza solo attraverso una buona educazione e conoscenza.

Se ti è stato utile questo articolo o pensi possa essere utile a qualcuno che conosci condividilo e fammelo sapere. Ci leggiamo alla prossima!

📝Autore

Gallottino

Giovane studente di ingegneria informatica. Appassionato di tecnologia e giochi. Collezionista di progetti iniziati e mai finiti. Adora dormire con la scusa di essere un instancabile sognatore.

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