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Scritto in data:  Gennaio 3, 2021

Ciao Internet, mio vecchio amico!

Hello Darkness, my old friend…


Qualche giorno fa mentre navigavo sul Web, ho iniziato a pensare a Internet come un caro amico. Beh, la mente in pochissimo tempo ha fatto mille giri tanto da portarmi ad avere la necessità di scrivergli una lettera. Sì, hai letto bene. Nel delirio più totale ho pensato che alla fine non avevo niente da perdere se avessi condiviso questa lettera con il Mondo intero. Mi sono ricordato di avere un blog che parla di tecnologia e forse è proprio lo spazio giusto per conservare questi pensieri.

Buona lettura.

Ciao Internet!

Come stai? Scusa se non te lo chiedo mai, ma è praticamente tutta la vita che ti conosco e purtroppo ho iniziato a darti per scontato. Ci frequentiamo tutti i giorni, costantemente, senza interruzione. Eppure non te lo avevo mai chiesto fino ad adesso. Ho studiato la tua storia, la tua nascita, il tuo funzionamento. Ma c’è ancora qualcosa di oscuro che ti avvolge. E non riesco a spiegarmelo.

Purtroppo non ho mai avuto modo di conoscere i tuoi genitori, di certo non sei nato con lo scopo di farci divertire, incontrare o studiare. So che sei nato nel 1969 e neanche ti chiamavi così: il tuo nome era ArpaNet (Advanced Research Projects Agency NETwork), ti ricordi? Anche se sei nato per scopi militari ci volle poco alle università americane per capire che potevi essere molto di più di una semplice rete di comunicazione. L’esercito ti abbandonò velocemente eppure nel giro di qualche decina di anni sei riuscito a conquistare il mondo intero.

Non so se hai rubato qualche strana strategia militare dai tuoi creatori: sicuramente sei riuscito ad essere il miglior conquistatore della Storia. Ma la guerra ha sempre diviso le persone, tu in pochissimo tempo hai fatto l’esatto opposto. Mentre ti scrivo immagino un mondo in cui la tecnologia possa essere un mezzo per unirci davvero, ma l’Uomo ha la strana tendenza di utilizzarla ogni volta, per prima cosa, come arma. Penso agli aerei, al GPS, ai Computer. Tutti oggetti che sono entranti oggi a far parte della nostra vita quotidiana, ma inizialmente ideati per ragioni militari. Dobbiamo davvero arrenderci ad un mondo in cui la Guerra sia la spinta più forte che porta l’Uomo a migliorarsi? Forse bisognerebbe alzare bandiera bianca e ricordarci, complice questo infausto periodo, quanto sia bello abbracciarci.

Ok, lo ammetto: sono uscito un po’ fuori tema. Ma io e te abbiamo ancora molte cose da dirci. Potrei stare ore a parlare di quante cose sei in grado di fare o di quante cose mi hai fatto scoprire. Sicuramente gran parte di quello che sono è anche grazie alla tua esistenza. Del resto sei praticamente il più grande contenitore dello scibile umano di sempre.

Sei riuscito a stravolgerci la vita senza che ne accorgessimo. Sei andato a modificare radicalmente uno degli aspetti della nostra esistenza che più ci coinvolge: la comunicazione. Sei la democratizzazione del pensiero, la voce di chi non ha il coraggio di parlare, la possibilità di far conoscere il nostro impatto su questa Terra.

Ma nonostante questo la tua presenza ha un’indelebile macchia che non posso più ignorare. Certe volte penso che tu sia un ignavo, privo di qualsiasi senso della giustizia. Pronto a lasciarci combattere come bestie solo per avere l’ultima parola. Ci illudi che grazie a te possiamo sapere tutto, conoscere la verità su ogni cosa, dire le prime parole che ci passano per la testa. Ci rendi autorevoli nonostante la nostra ignota ignoranza. Ci permetti di passarla liscia quando andiamo oltre, quando pensiamo che del resto Internet non è il mondo reale. Vorrei che la gente smettesse di parlare di “virtuale”: tutto quello che succede su Internet, succede davvero. Eppure nessuno sembra volerlo davvero ammettere.

Certe volte ho paura che tu possa distruggerci in un modo ancora più rovinoso di una Guerra. Tutta questa vicinanza, tutta questa immediatezza, tutti questi collegamenti, a volte, mi danno la sensazione di renderci ancora più distanti. E mi fa piangere il cuore dirti queste cose, ma dovresti sapere quanto tengo a te.

Prima che mi fraintenda voglio che tu sappia che ho fiducia in te. Ma così non può andare avanti. C’è bisogno di un cambiamento e forse non puoi più essere l’anarchico ribelle che tanto hai sognato di diventare. C’è bisogno di darti delle regole, di farle rispettare, di fare in modo che nessuno si possa più approfittare di te. Non voglio limitarti, voglio solo evitare che le cose vadano a finire male. Possiamo discuterne se vuoi, capire insieme come andare avanti. Ma ti prego, affrontiamo questo dannato discorso prima che sia troppo tardi e i danni diventino irreparabili.

E’ sempre bello perdersi tra le tue onde, ma sta volta non vorrei affogare.

Tuo, Davide.

Solo dopo essermi ripreso dalle mie fantasie ho riletto questa lettera e stranamente ho saputo trovarci dentro molti spunti per migliorare il mio modo di vivere Internet. Non so se possa fare lo stesso effetto anche a qualcun altro, ma alla fine cosa costa provare?

Come sempre ti ringrazio di essere arrivato in fondo. Se vuoi rimanere sempre aggiornato sull’uscita di nuovi articoli puoi seguire la pagina Facebook (qui) o iscriverti al mio canale Telegram (qui). Ci leggiamo alla prossima!

📝Autore

Gallottino

Giovane studente di ingegneria informatica. Appassionato di tecnologia e giochi. Collezionista di progetti iniziati e mai finiti. Adora dormire con la scusa di essere un instancabile sognatore.

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