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Scritto in data:  Maggio 2, 2020

Come la tecnologia ha influenzato la musica negli anni ’80 e ’90

“La musica elettronica trova la sua origine in un contesto sociale e culturale unico. La tecnologia ha avuto un ruolo nel suo sviluppo e nella sua popolarità.


Penso non ci sia modo più bello che scrivere questo articolo mentre sono cullato dai primi suoni elettronici di un genere che è stata una vera e propria rivoluzione nella storia della musica. In questo momento immagino la vita scorrere negli anni ’80 e ’90: vedo nella mia testa l’entusiasmo generale delle persone che ignare del futuro si dirigono verso quella che i loro figli chiameranno la rivoluzione digitale.

Ed è con questa sensazione che mi piacerebbe condividerti le mie riflessioni su come la tecnologia abbia avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di una forma artistica che strizza l’occhio al movimento culturale futurista: la musica elettronica.

Ti chiedo quindi di munirti di cuffie, iniziare ad ascoltare la musica che troverai nel video qui sotto e continuare la lettura. Fallo adesso.

Forse quelli di voi che avranno vissuto questo mondo in prima persona (un po’ sinceramente vi invidio!) si ritroveranno con nostalgia a ricordare il tempo in cui questa musica era portatrice di suoni così innovativi da lasciare l’animo scosso da una forte carica adrenalinica.

Per chi non li conosce loro sono i Kraftwerk (“centrale elettrica” in tedesco) e negli anni ’70 sono stati i pionieri di questo genere che tutt’ora, anche se in una forma diversa, rimane protagonista nella scena musicale mondiale. Buon ascolto e buona lettura.


Cos’è la musica elettronica

Per capire il ruolo della tecnologia in questa rivoluzione artistica abbiamo bisogno di comprendere fino in fondo cosa sia davvero la musica elettronica. Sicuramente è stato uno dei primi modi in cui l’arte e la tecnologia elettronica si sono incontrate, uno dei primi passi verso una rivoluzione totale che sarebbe avvenuta da lì a pochi anni stravolgendo la visione artistica del mondo. Il classicismo viene soppiantato dall’avanzamento tecnologico, ma continua a mantenere la sua grandissima potenza comunicativa. Una potenza comunicativa che tuttavia sembra apparire obsoleta proprio in quegli anni in cui il progresso appare inarrestabile. Non si può fermare il progresso. O almeno era quello che pensavamo in quel periodo.

E così affascinato da una novità neanche lontanamente immaginabile, l’uomo si gode ancora una volta la scoperta dei suoni, come il primo australopiteco che si sorprende al suono che le sue mani possono produrre battendo ritmicamente sulla pancia. Perché la musica elettronica prima di qualsiasi definizione da vocabolario è una scoperta: un nuovo modo di concepire le note, i rumori,l’elettricità. Sì, anche l’elettricità: si tratta di scoprire che dietro questo fenomeno fisico, che personalmente ritengo ancora qualcosa di indecifrabile, si nascondono tutte quelle emozioni costantemente presenti in qualsiasi scelta che facciamo ogni giorno.

Ed è per questo motivo che la definizione di musica elettronica, banalmente “musica prodotta o modificata dall’uso di strumentazioni elettroniche”, non può certo ridursi a una semplice dicitura da vocabolario, ma va analizzata molto più nel profondo: nelle sue origini tecnologiche e sociali.


La società negli anni ’80 e ’90

Non è un caso che proprio in quegli anni nasca internet, cada il muro di Berlino, Kundera pubblichi “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, il Cinema si costelli di effetti speciali e la fantascienza torni ad essere un genere di successo. Non è un caso che nel momento esatto in cui l’uomo abbia intuito nuovamente di non sapere nulla di quello che il mondo gli stava offrendo da anni, la musica, oltre tutti i pensieri che noi postumi possiamo fare, torni a ricordargli quanto ancora ci sia da scoprire in un questo Universo. E’ una società che affronta nuovamente il post illuminismo e che apprende nell’abbondanza tecnologica quanto è bello fermarsi a riscoprire quello che abbiamo attorno. Torna a viaggiare attraverso i sensi oltre la monotonia dei giorni che inesorabilmente scorrono via.

E’ una società che inizia a concepire il diverso. Lo inizia ad osservare, spaventata da quello che non capisce, ma ponendo le basi per la rivoluzione culturale contemporanea che stiamo vivendo proprio adesso, lentamente ma ormai inevitabilmente. E da quella società possiamo imparare qualcosa: non sappiamo davvero niente del mondo. Questo i greci lo avevano capito bene già 500 anni prima della nascita di Cristo. Nel frattempo ce ne siamo scordati. Oppure ci siamo illusi di aver imparato qualcosa.


La tecnologia negli anni ’80 e ’90

E non è un caso che proprio in quegli anni la tecnologia ci inizi a far capire che l’elettronica può trasformarsi in intrattenimento e qualche volta mischiarsi perfettamente anche con l’arte. E’ così che inizia la corsa all’acquisto. Tutti desiderano l’elettronica dentro le loro case. Le vendite di computer e console schizzano alle stelle. Nasce un’esigenza che solo 20 anni prima non avremmo mai immaginato. E’ l’inizio di un’ era governata dal consumismo. Si rivoluziona il modo di lavorare, gli uffici pubblici si attrezzano con nuovi strumenti. Ma cambia anche il modo di godersi la vita. La musica cammina insieme alle persone attraverso i walkman e lì dentro ci mettono di tutto: suona sempre dannatamente bene.

Stra fregandosene di quello che vedono, camminano per la strada. Lo fanno con la sicurezza che quei suoni catapultati all’interno della loro testa, possano proteggerli da tutti i loro problemi. Attendono speranzosi il giorno in cui troveranno la forza di affrontarli.


Chip Music o Chiptune

E non è un caso che nel trambusto generale la musica descriva così bene le emozioni che le persone stanno provando, integrandosi completamente nel nuovo meccanismo sociale che piano piano sta prendendo piede. In una moltitudine di generi la musica elettronica inizia a diventare cultura popolare, trovando in ogni sua differenziazione la sua cerchia di affezionati. Come non parlare quindi in questo spazio della mia musica elettronica preferita: la chiptune. Musica che nasce dall’esigenza di trasporre nella limitatezza dell’hardware le emozioni che i suoni ci danno ogni giorno.

I videogiochi

L’elettronica modifica radicalmente anche il modo in cui i giovani si divertono. Nascono i primi giochi su schermo. E i ragazzi ne vanno matti. Solitamente riescono a muovere soltanto qualche pixel, ma nonostante la semplicità si divertono.

La nuova generazione si inizia a riunire nelle sale giochi. Si sfidano tra di loro gareggiando per il primato di videogiocatore migliore. Cresce una sana competizione che li porta ad impegnarsi ogni giorno sempre di più, cercando di arraffare a destra e a sinistra qualche monetina da 100 lire per comprarsi la possibilità di farsi ancora un’altra partita.

Nella semplicità tecnica di quelle macchine nasce un modo nuovo di comporre musica. Non si cerca più solamente la melodia giusta, bisogna fare in modo che sia esprimibile anche attraverso l’elettronica. Non sempre tutto è riproducibile nel modo in cui il compositore immagina. La tecnologia apparentemente sembra un ostacolo all’inifinita creatività dell’uomo, ma diventa ancora una volta un’occasione per reinventarsi e dar vita a uno spettacolo artistico dall’immenso valore.

Ignaro di tutto questo un bambino poteva prendere in mano il suo Gameboy, attraversare con molta fatica il “Tunnel Roccioso”, sbucare davanti l’ingresso della città spettrale di Lavandonia e con le cuffiette alle orecchie vivere una delle avventure più belle che la tecnologia gli avrebbe offerto in tutta la sua vita. Quella musica, però, lo terrorizzerà per sempre.

La pirateria informatica

In questo calderone tecnologico i videogiochi diventano un vettore sociale e culturale. E la pirateria inizia a giocare un ruolo cruciale nell’evoluzione della chiptune. La musica non viene usata solo come colonna sonora del videogioco, ma diventa anche uno strumento di vanto per il cracker che più velocemente riesce a mettere sul mercato la versione pirata del gioco appena uscito. Con il tempo “crackare” un gioco diventa sempre più facile e tutti gli sforzi si concentrano nel produrre una cracktro (intro musicale della versione pirata del gioco) migliore del rivale informatico: una vera e propria guerra artistica al limite della legge.

I giorni nostri

La paura che il nuovo millennio possa lasciarsi alle spalle questo genere musicale diventa sempre più concreta. Eppure la chiptune riesce a tenere testa al “nuovo che avanza” anche in Italia. Trova a sostenerla gli ambienti underground di una Milano che trascinata dalla corrente Punk, vede nella chip music un mezzo di trasgressione artistica e di ribellione al gusto main stream. La musica continua ad andare avanti, ma il sapore vintage di questo genere non sembra andare via e resiste fino ai nostri giorni.

Non abbiamo più bisogno di accontentarci di quei semplici suoni robotici che ci sembrano ormai così lontani, eppure le emozioni sono sempre le stesse di quel fantastico periodo che, per fortuna, è riuscito a estirpare una volta per tutte la tremenda moda dei pantaloni a zampa di elefante.

Adesso lasciati un po’ di tempo, non avere fretta di tornare a vivere. Siediti comodo e goditi la musica fino in fondo.

Ancora una volta ti ringrazio di essere arrivato fino in fondo. Se vuoi continuare a rimanere aggiornato sull’uscita dei nuovi articoli iscriviti al canale Telegram (qui) o metti “mi piace” alla pagina Facebook (qui). Condividi questo articolo con i tuoi amici. Io ti saluto e come sempre ci leggiamo alla prossima!

📝Autore

Gallottino

Giovane studente di ingegneria informatica. Appassionato di tecnologia e giochi. Collezionista di progetti iniziati e mai finiti. Adora dormire con la scusa di essere un instancabile sognatore.

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