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Scritto in data:  Giugno 7, 2020

Scaricare l’app “Immuni” è un atto di responsabilità civile

E’ arrivata l’app Immuni. Serve a qualcosa? Bisogna scaricarla? E’ pericolosa? Discutiamone insieme!


Manca poco all’abilitazione in tutte le regioni della tanto discussa app di tracciamento dei contagi per il Sars-Cov2 voluta dal governo ad Aprile 2020. Sono sempre molti i dubbi che serpeggiano nella nostra testa nel momento in cui decidiamo di affidare, in parte, un ruolo importante alla tecnologia. E’ sempre stato così nella storia dell’Uomo e non mi sorprende che sia così anche oggi.

Nel periodo in cui l’energia elettrica iniziava a essere presente nelle case delle persone molti erano spaventati: l’elettricità è pericolosa se non usata in modo adeguato e con le giuste procedure di sicurezza. Eppure nessuno si sognerebbe mai di rinunciare ad essa. La novità ci spaventa e sinceramente credo sia comprensibile. Ma in questo mondo in cui le informazioni si muovono a una velocità sorprendente sarebbe da incoscienti nascondersi dietro il velo dell’ignoranza e della paura.

Non voglio essere frainteso: essere ignoranti non è sempre un problema. L’ignoranza nonostante venga schernita continuamente nella nostra società è una componente imprescindibile nel bagaglio culturale anche del più esperto tra gli esperti. Non si può avere accesso ad ogni antro della conoscenza e in tutta onestà credo che quel misto di curiosità e voglia di scoperta è la forza che ci spinge a superare come specie umana ogni giorno i nostri limiti.


Come funziona “IMMUNI”

Ora, io non sono un esperto in ambito epidemiologico, ma una cosa mi è abbastanza chiara: se sono contagiato e non ho contatti con altre persone il virus rallenta, se tutti i contagiati non hanno contatti con altre persone il virus si ferma. E’ un metodo molto semplice e molto vecchio eppure tuttora non abbiamo trovato molto di meglio per contrastare il diffondersi di un’epidemia. Se trovo una persona che ha contratto il virus gli chiedo quali sono le persone con cui ha avuto contatti più stretti in modo da evitare che quest’ultime vadano in giro ignare della possibilità di aver contratto loro stesse il virus. Immuni cerca di replicare esattamente questo meccanismo in modo molto più efficiente rispetto agli errori e le difficoltà che l’uomo può avere nel fare questo lavoro, prima tra tutte il ricordarsi ogni persona con cui si ha avuto un contatto o non sapere chi abbiamo incontrato (ad esempio in un supermercato).


Ma quindi l’app conosce le persone con cui sono stato a contatto?

Assolutamente no. Ad ogni persona viene associato un codice identificativo anonimo che viene ricalcolato più volte in un giorno. Non basta un codice singolo perché altrimenti sarebbe stato facile fare un associazione codice-dispositivo e quindi risalire all’identità dell’utilizzatore dell’app. Cambiando il codice identificativo in continuazione questo meccanismo è molto più complesso e rende la sicurezza sulla privacy molto più solida. Ogni volta che mi trovo nelle vicinanze di una persona salvo il suo codice sul mio cellulare e la durata del tempo con cui ho avuto quel contatto (serve a valutare il rischio di essere contagiati). Questo vuol dire che se mi incontro con una persona più volte in una settimana, sul mio cellulare saranno presenti più codici diversi. Nel caso in cui nei giorni successivi venga diagnosticato alla persona in questione il Covid-19, se sceglierà di condividere l’informazione con gli altri (sempre in modo anonimo e con l’autorizzazione di un assistente sanitario), verrà mandato un messaggio dal server a tutti quelli che hanno un match con uno tra i codici generati per quella persona, rendendo praticamente impossibile per l’utilizzatore o un malintenzionato capire attraverso un’analisi del “traffico dati” quali sono le persone risultate positive.


Potranno vedere i luoghi in cui vado ogni giorno?

Assolutamente no. Immuni utilizza la tecnologia Bluetooth che non ha accesso alla localizzazione globale del dispositivo. Può essere usata per un tipo di localizzazione relativa: fissato un punto posso capire in un area di 40m di raggio dove mi trovo. Senza l’ausilio del GPS non posso sapere però se questi 40m sono a Roma o a Milano (tecnologia non utilizzata da quest’app). Un possibile attaccante potrebbe scoprire solo che due persone sono state a contatto, ignorando però chi sono e dove si sono incontrate. In poche parole non può scoprire nulla. Se questo aspetto della tua privacy ti sta a cuore ti consiglio di visitare la pagina delle tue attività su Google (qui): potresti rimanere sorpreso dalla quantità di dati che giornalmente diamo a molte aziende. Non è per forza un male, ma bisogna esserne consapevoli. In ogni caso Immuni ci tutela anche da questo punto di vista.


Sì ok, ma tanto non servirà a niente.

Il rischio che l’app Immuni possa risultare inutile è plausibile. I motivi sono principalmente due: in molte zone d’Italia sembra che il virus stia avendo una drastica ritirata e probabilmente ci saranno molti scettici che avranno paura di scaricare l’app (il dubbio è ragionevole, ma infondato).

Questo però non basta. L’app teoricamente ha un potenziale incredibile. Il sistema è pensato bene e ha tutte le capacità per funzionare a dovere. La sua utilità però dipende dal numero di persone che decideranno di scaricare l’app. Non scaricarla perché tanto gli altri non la scaricheranno è un’argomentazione, a mio parere, un po’ debole: il rischio di vedere sottratti propri dati sensibili è prossima allo zero e l’impegno necessario a far funzionare il sistema è praticamente nullo. Una volta scaricata l’app non servirà fare niente se non tenere il bluetooth acceso quando si va in giro. La tecnologia Bluetooth ha un basso consumo energetico, quindi posso assicurarti che anche la tua batteria avrà una durata non diversa da quella a cui sei abituato.

Come in ogni ambito abbiamo la possibilità di fare la nostra “piccola” parte, in questo caso ci costa davvero poco e nel pontenziale potrebbe essere molto utile. Scaricare l’app “Immuni” è un atto di responsabilità civile e per quanto comprenda, in parte, le paure dei non esperti, non posso esimermi dal dire che da ogni punto di vista l’app Immuni ha una qualità sorprendente (puoi trovare il codice sorgente e ulteriori informazioni qui, per le API Google guarda qui).


Quindi non ci sono rischi se utilizzo l’app?

Quando si parla di sicurezza bisogna avere l’onestà intellettuale di ammettere che nessuno sistema è davvero sicuro. Immuni però agisce in contropiede: se non vuoi subire un attacco che rubi i tuoi dati personali, basta non conservarli. In questo sistema dentro la cassaforte ci sono solamente informazioni non riconducibili a persone reali. Se un attaccante è davvero bravo può riuscire a recuperare solamente codici alfanumerici che non hanno alcun valore in ambito di privacy. Nessuno proverebbe a “bucare” Immuni se non per motivi politici, perché i dati che si possono ottenere non hanno valore. Non siamo tenuti a dire chi siamo, non siamo tenuti a usare l’app né a far sapere a qualcuno con chi ci vediamo e i posti che visitiamo. Se c’è un rischio è solo quello che qualcuno, come accade spesso, strumentalizzi quest’app per fare politica.

Grazie per essere arrivato fino in fondo. Se vuoi seguire aggiornamenti sul blog puoi iscriverti al canale Telegram (qui) o mettere mi piace alla pagina Facebook (qui). Io ti saluto e come sempre ci leggiamo alla prossima!

Link per scaricare Immuni: https://www.immuni.italia.it/

📝Autore

Gallottino

Giovane studente di ingegneria informatica. Appassionato di tecnologia e giochi. Collezionista di progetti iniziati e mai finiti. Adora dormire con la scusa di essere un instancabile sognatore.

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